Paderno d'Adda

L'Adda uscendo dal bacino del lago di Brivio si fa rapida, e trascorre in un letto scosceso, che giunto al porto d'Imbersago si seppellisce fra due sponde di sasso ora calcare stratificato, ora schistoso, ora di pudinga. L'opinione volgare è che questo tratto da Imbersago a Porto, da Paderno a Callusco fosse un laghetto, che Medolago rialzato sul dosso d'una collina ricevesse il nome dall'essere di mezzo al lago, e che Porto fosse pure denominato dalla sua posizione. Questo laghetto vuol essere distinto da uno più vasto chiamato mar Gerundo che occupava il terreno della Gerradadda

Sotto Paderno comincia il Naviglio aperto da Francesco Sforza nel 1475 destinato a condurre alla capitale della Lombardia l'acque dell'Adda, che qui cessa d'essere navigabile infino a Trezzo, per gli enormi massi che ne ingombrano il letto. 

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Antonio Stoppani. Paderno d'Adda

Da Paderno a Trezzo

Roberto Rolla

BIBLIOGRAFIA
Il medio corso dell'Adda. Sacralizzazioni strutture della memoria. Prima recensione delle architetture di interesse storico e artistico della provincia di Lecco
Angelo Borghi

In questo itinerario vengono censite 185 opere, situate in 25 comuni. Di ognuna viene data un’approfondita descrizione, corredata da un’ampia bibliografia di riferimento.

L' Adda, trasparente confine. Storia, architettura e paesaggio tra Lecco e Trezzo
Adele Buratti Mazzotta, Gian Luigi Daccò ( a cura di)

L’Adda, il fiume della Brianza, è stato da sempre al centro delle vicissitudini della nostra terra, ai giorni nostri vista nella sua unità, ma da sempre divisa tra i vari popoli e dominazioni che qui si sono succedute. In questo volume, sono stati raccolti dai curatori Adele Buratti Mazzotta e Gian [ ... ]

Decretum super flumine Abduae reddendo navigabili=La storia del primo Naviglio di Paderno d'Adda : 1516-1520
Carlo Pagnani

L'importantissimo "rapporto" pubblicato nel 1520 dal patrizio milanese Carlo Pagnani costituisce la prima fondamentale tappa del progetto del naviglio di Paderno d'Adda ed è insieme un documento prezioso per capire a fondo la complessa vicenda della costruzione del "sistema" dei Navigli milanesi. La [ ... ]

Tre Corni dell'Adda

Le Tre corna, nome spaventoso, sono tre minacciose rupi, che si affacciano al navigante quando cauto rivolge la poppa del suo burchiello nella bocca del naviglio. Guai se la correntia del fiume vincesse la sua perizia!

Un'amena strada, quando tagliata sul dorso d'un bosco, quando ricavata nel nudo ceppo, quando artefatta con terra e sassi di trasporto asseconda tutto il corso del fiume da Brivio sino a Paderno, e da qui costeggia il naviglio fino al suo termine. È questo il sentiere tenuto dai cavalli, che traggono le barche. Andando per questa vedrai gli avanzi della conca fatta nel secolo XVI. dall'infelice architetto Meda, e poi altre sei conche moderne, più profonde di quelle intorno a Milano, ciascuna con tre aperture laterali facili a chiudersi ed aprirsi. 

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BIBLIOGRAFIA
Il medio corso dell'Adda. Il fiume, la valle e il Parco Adda Nord
Francesca Dolci

Il volume prende in considerazione il medio corso dell'Adda, ovvero la porzione di territorio attraversato dal fiume compresa tra l'uscita dal ramo lecchese del lago di Como e Truccazzano. Questo territorio, a partire dal 1983, è stato tutelato grazie all'istituzione del Parco Regionale dell'Adda No [ ... ]

Ecomuseo Adda di Leonardo. Un itinerario culturale fra storia arte e scienza
Michele Mauri

"Luoghi dove è ancora possibile cogliere una suggestiva sintesi tra la … meravigliosa potenza…e la …divina proporzione… degli elementi". Un percorso naturalistico-culturale (14 stazioni ecomuseali e 47 tappe) alla riscoperta delle impronte leonardesche nello straordinario contesto paesaggistico del [ ... ]

Leonardo da Vinci nella Valle dell'Adda : fra certezze, ipotesi, suggestioni. Lago di Como. Lecco, le Grigne, il Resegone, la Brianza, Valsassina con Bormio, Valtellina, Valchiavenna, valli di Bergamo e Brescia
Luigi Giuseppe Conato

L'intento dell'opera è quello di dimostrare come la valle dell'Adda e il territorio lecchese con i suoi stupefacenti monti abbia interessato quel grande naturalista che fu Leonardo da Vinci. L'autore prende in esame gli scritti e i disegni che il Grande Genio ha lasciato nel Codice Atlantico.

Trezzo d'Adda

È Trezzo luogo oggi molto importante, vago per la sua posizione, per la decenza di molti palazzi e case signorili, e per l'ampiezza delle sue strade e delle sue piazze. Ma la cosa più importante però è il castello. 

 

Quadrato eccelso torrion, di cui 

Le nerissime bugne adamantine 

Rotte l'Adda riflette ed ondolevoli. 

Fra il bollente biancor delle sue spume 

Solo egli sta di quelle amene rive 

Terribile signor, cui la minaccia 

Siede sul volto e l'imponente rabbia 

Innacesso a mortale orma, di strigi 

Stanza e d'impuri rettili e d'upupe...

[P. Marocco]

 

Varj assalti sostenne e ribattè questo forte, che gareggiava con quelli di Cassano e di Brivio, e si distinse maggiormente ai tempi del Barbarossa, e d'Ezzellino da Romano. Bernabò Visconti, fatto prigioniero dall'ipocrito nipote Gian Galeazzo vi fu rinchiuso coll'amica Donuina dei Porri e vi terminò la vita fra i rimorsi e gli strazj. Tempo fa s'additava ancora la sua prigione e le parole scritte col suo sangue qual a mi, tu la ti

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Le centrali idroelettriche sull'Adda

Edisonchannel

I fantasmi del Castello di Trezzo

Andrew Storm

I Cantù raccontano
Il castello
Tratto da Cesare Cantù, La Lombardia pittoresca

Tutto il castello, pochi anni fa, trovavasi in migliore forma; ora l'avidità privata, che poco si cura delle poetiche e delle storiche ruine, l'ha ridotto in misero stato: ma pure merita essere visitato, perché l'immaginazione può facilmente ricostruirlo intero e sognar battaglie e guerrieri armati di ferro sino ai denti, colà dove serpeggian l'ellera e le parietarie; e figurarsi i gemmiti de' prigionieri nelle grotte ove annidano i topi ed i ramarri.

 

I Cantù raccontano
Bernabò Visconti, costruttore e vittima del castello
Tratto da Ignazio Cantù, Le vicende della Brianza

[Bernabò Visconti] sentendo la necessità di rinvigorire i confini del suo dominio contro i nemici, e l'interno contro i sudditi, costrusse delle fortezze a Senago, a Desio e altrove, e nel 1370 rimise in vigore il castello di Trezzo, opera magnifica, con un ponte che congiungeva le due rive dell'Adda e guardato da una torre a ciascuno dei capi. Chi gli avesse detto, mentre con tanta studiata crudeltà fabbricava le prigioni di quel castello: tu dovrai un giorno farne miserabile prova! Così l'uomo ignaro del futuro ritorce sovente nel proprio seno la spada, che aveva affilata pel seno del nemico.

 

BIBLIOGRAFIA
Dall'Adda al Martesana. Un percorso su acqua da Lecco a Milano
Rino Tinelli

Il libro presenta una raccolta fotografica assai interessate organizzata come un viaggio su acqua da Lecco a Milano. Un viaggio tutto "da vedere", un percorso di vita, aneddoti, lavori, svaghi, curiosità, tribolazioni e avvenimenti che hanno caratterizzato tanti borghi affacciati sull'Adda e sui nav [ ... ]

Un saluto da Trezzo e dintorni. Un viaggio in cartolina tra Adda e Martesana
Rino Tinelli

Quello che viene presentato tra le pagine di questo libro è un vero e proprio viaggio, effettuato grazie alle immagini piene di vita provenienti da una ricca serie di cartoline d'epoca, nei borghi vicini al fiume Adda ed al naviglio Martesana.

Il castello sul fiume. La storia e le storie della fortificazione di Trezzo
Giorgio Ravasio

Il libro ripercorre la storia del castello di Trezzo, importante ricordo delle vicende storiche che legano il territorio brianzolo alla Milano dei Visconti e degli Sforza.

Trezzo sull'Adda. Un borgo dal sapore antico
Marco Lissoni

In mezzo scorre l'Adda. Natura, cultura, arte, storia nel Parco Adda Nord
Michele Mauri

Il viaggio proposto da questo libro si snoda lungo quel tratto di fiume che da trent’anni è tutelato dal Parco Adda Nord. Un paesaggio dalla bellezza soffusa: il fiume, le sue anse, le rapide, i ruderi, i sentieri immersi nel silenzio. Scorci intimamente legati ai grandi ambasciatori della cultura i [ ... ]

Storia della Brianza. Storia e politica.

Brianza. Un nome che evoca, da un lato, immagini di armoniosi paesaggi, dall'altro visioni sconcertanti di una eccessiva urbanizzazione. Fra queste due icone, testimonianze visive del passato e del presente ancorché tuttora miracolosamente coesistenti, si è svolta la storia della Brianza. Un percors [ ... ]

Vaprio d'Adda

Vaprio, terra amenissisima, ricca di storiche vicende e rialzata sur un'amena collina. Qui visse molto tempo Leonardo da Vinci, frescando una Madonna col Putto, di grandezza più che naturale e che vedesi tuttora nella villa Melzi. Durante questo suo soggiorno l'immortale Leonardo ebbe amorosa corrispondenza con una donna di qui, che egli nominò nelle sue opere chiamandola la mia Anna da Vauro. Ma ciò che vince di lunga mano tutte le bellezze di questo tratto di via è il magnifico parco del conte Castelbarco, dalla cui rosseggiante torricciuola potrai vedere il burrone dell'Adda, la vivace Canonica che popola la sinistra del fiume e che è congiunta con Vaprio per mezzo del magnifico ponte costruito di recente dall'ingegnere Parea. 

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Leonardo e Villa Melzi

La chiesa romanica di San Colombano

La sala interattiva del Codice Atlantico di leonardo

Koinèteatro

I Cantù raccontano
Fuoco e fiamme attorno al ponte nel '300
Tratto da Ignazio Cantù, Le vicende della Brianza

A Vaprio vuol essere visitato il parco magnifico di casa Castelbarco, e la chiesa in quest'ultimi tempi ricostruita. Un ponte sull'Adda già fabbricato dai signori d'Arsago, ed ora in nuova e più comoda guisa rifatto, congiunge Vaprio con Canonica, il milanese col bergamasco. [...] Galeazzo [Visconti], compresi i danni che poteva recargli il ponte di Vaprio per cui passavano i rinforzi dei pontificj, si recò colà nel febbrajo del 1324 per distruggerlo. I Guelfi che si trovavano a Monza, lette le sue intenzioni, volarono a prevenire quel colpo, serrandosi a capo del ponte. Ma a loro danno; poiché Galeazzo veduto che i nemici, per difendere il passo dell'Adda, avevano abbandonato il paese di Vaprio, mandò alcuni de' suoi più arrischiati con ordine che quando appena vedessero impegnati i difensori del ponte, entrassero nel borgo e in più luoghi vi appiccassero le fiamme. Cosi fu. Appena i due eserciti vennero a fronte scorsero le fiamme che distruggevano una terra per loro così importante, e atterriti non ardirono più resistere, ricevendo senza difendersi i colpi dei nemici, che li inseguivano e li ferivano da ogni banda, e gettati sulla sinistra dell'Adda non poterono più congiungersi con quelli che si trovavano in Monza.

 

BIBLIOGRAFIA
Adda, Anima lombarda = lombard soul
Vittorio Buratti

Il volume presenta questo importante fiume lombardo nel sue tre età. La prima, torrente o fiume in fasce, nella Valtellina, terra ricca di immense bellezze naturali e di una storia che ci lega direttamente all’Europa. Poi l’Adda in veste di lago, il Lario, luogo di grandiose sta-gioni romantiche e p [ ... ]

Trezzo sull'Adda. Un borgo dal sapore antico
Marco Lissoni

Ville della Brianza = Brianza and its Country Houses. Volume 1
Michele Mauri

Il primo volume dedicato a una delle più vivaci, eleganti e raffinate testimonianze scaturite dalla terra di Brianza: le dimore storiche. Quindici ville brianzole, che rappresentano per il proprio territorio delle autentiche gemme; con i loro giardini hanno contribuito a plasmare il paesaggio confer [ ... ]

In mezzo scorre l'Adda. Natura, cultura, arte, storia nel Parco Adda Nord
Michele Mauri

Il viaggio proposto da questo libro si snoda lungo quel tratto di fiume che da trent’anni è tutelato dal Parco Adda Nord. Un paesaggio dalla bellezza soffusa: il fiume, le sue anse, le rapide, i ruderi, i sentieri immersi nel silenzio. Scorci intimamente legati ai grandi ambasciatori della cultura i [ ... ]

Cassano d'Adda

Procedendo sulle arginatile che sostengono la strada Alzaja, viensi a Cassano posto a cavaliere del fiume e famoso per moltissimi combattimenti. Di qui passò Federico Barbarossa, sotto le cui numerose soldatesche si ruppe il ponte, recando ai Germani gravissimi danni; vi passò Ezzellino e qui presso riportò quella ferita che lo tolse di vita; di qui passò Francesco I di Modena, perdendo alcuni de' suoi nella correntia del fiume, di qui passò Eugenio di Savoja rimanendo non isconfitto, ma superato da Vandôme; con migliore fortuna passarono gli Austro-Russi guidati da Souwaroff quando diedero principio a quel periodo della storia moderna conosciuta sotto il nome di tredici mesi

Il paese è dei più ridenti e più allegri dei contorni di Milano; possiede gli avanzi dell'antico castello fabbricato da Ottone Visconti nel secolo XIII che domina minaccioso la Gerradadda ma che, come tutti, cessò d'essere luogo di armi e di contese per divenir stanza tranquilla e sicura. 

Notevolissimo è il ponte per la sua singolare costruzione; bellissimo il palazzo d'Adda di cui diede il disegno Piermarini; ma è più di tutto notevole una sala ricca di quadri dipinti a' tempi di Luigi XV; nei quali ti spiace vedere come l'invenzione sia molto inferiore all'esecuzione. Migliore è l'Ancona di sei pezzi dipinta sul fare leonardesco da Bernardino Fasola di Pavia nella segrestia della chiesa. 

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Il castello

Villa Borromeo

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I Cantù raccontano
Pillole sulla storia di Cassano e l'antico mercato
Tratto da Ignazio Cantù, Le vicende della Brianza

Né le guerre erano il solo male che contristava la Lombardia, poiché una micidiale pestilenza rese Milano manco di cinquantamila individui, e in proporzione fece altrettanto sul contado.

Gli abitanti di Cassano in questa lutuosa circostanza eressero in faccia alla gran piazza l'oratorio dedicato a San Rocco decorato delle immagini di questo santo e dei santi Fabiano, Sebastiano e Giovanni Battista. Tolgo questa notizia da un grosso volume manoscritto, lavoro del molto dotto prete Domenico Milani di Cassano, che mi fu concesso di esaminare dal sacerdote Milani, catechista del collegio patrio, il quale ne è il depositario, opera che potrebbe utilmente essere proseguita ed in parte anche pubblicata con vantaggio della storia nostra. [...] 

Pagano d'Adda in ricompensa delle sue sovvenzioni alla camera regia fu nel 1538 (18 ottobre) rivestito del feudo di Cassano, che prima apparteneva a Lodovico Maggio, al quale ignoro e come toccasse e come lo perdesse, ed ebbe la giurisdizione e tutte le autorità inerenti, o la facoltà di tener mercato di biade, di bestiame, di commestibili, di merci, il lunedì d'ogni settimana, con molti privilegj. 

Ordini pel mercato di Cassano, quale si ha a fare ciascuno giorno di lunedì di ciascuna settimana. Primo che tutte le bestie del Ducato di Milano quel giorno possano venire al detto Mercato, e li se possano vendere, barattare e contrattare e per tale effetto non siano tenuti pagare alcuna Dovana se non come si paga al mercato di Milano e medemamente quello giorno possano retornare et essere condotte per il Ducato senza alcun pagamento de Dazio. Item che le grosse mercanzie e merce che sono e saranno nel ducato quel giorno possano venire a detto mercato e li contrattare e questo giorno medemo etiam retornare in ogni loco da esso Ducato senza alcun pagamento de Dazio, non intendendo però in questo a prendere mercanzie de Valore di lire cento Impli. in peso, per la quale somma di lire cento in peso se declara che volendoci condurre a detto Mercato e da li condurle altrove in detto Ducato etiam il detto giorno di Mercato, che siano obbligato al pagamento delli soliti Dazj. [...] - Ritrovasi questo istrumento ncll'archivio di Cassano. [...] 

Girolamo Bonello dichiarato dunque marchese e feudatario di Cassano e delle terre unite a quel feudo che erano Vaprio, Pozzo con Bettola, Groppello, Albignano, Fornasetta, Trezzano, Frezzano, Trecella, Incuniate, Bellinzago, Fornaci inferiori, venne investito dal Magistrato straordinario con istrumento del 6 giugno 1573, rogato dal notajo Giovanni Antonio Rainaldi. A Girolamo succedettero Antonio, Pio, Marco Francesco, Marc'Antonio, i quali tutti, dell'ultimo in fuori, abitavano nel castello di quel luogo; Pio aggiunse ai titoli di famiglia molti altri ancora venutigli per considerevoli eredità. 

In lui terminano i feudatarj di Cassano, e i possedimenti della sua famiglia per via di compera ritornarono a' loro primi feudatarj, alla casa d'Adda, che li tengono tuttora, ed hanno ivi un magnifico palazzo.

 

I Cantù raccontano
La chiesa di san Dionigi
Tratto da Ignazio Cantù, Le vicende della Brianza

Non vuol essere trascurata a Cassano una visita alla chiesa di S. Dionigi abbellita di tante considerevoli pitture, le quali secondo il giudizio di taluni si riferiscono ad insigni autori. E fra gli altri di Camillo Procaccino si vorrebbero le medaglie all'altare della B. Vergine; del Montalti o dello stesso Procaccino la medaglia al corno del Vangelo, di Martino Veronese quella al corno dell'epistola, e del Sinisello le medaglie nella volta; e quelle laterali alla porta d'ingresso, di Giovanni Battista Fiamminghino, discreto pittore. In genere però di dipinti sappiamo quanto i giudizj debbano camminare guardinghi per non incappare in qualche errore grossolano. Noi qui non abbiamo che riportata un'opinione, gli intelligenti potranno pronunciare una sentenza.

 

I Cantù raccontano
La peste a Cassano
Tratto da Ignazio Cantù, Le vicende della Brianza

[Nel 1629] mentre i delegati facevano questo giro, Giacomo Filippo Isolano, podestà di Cassano, persona di molta integrità, accurato e vigilante riferì al tribunale di sanità alcuni casi di peste verificatisi di nuovo nella sua giurisdizione ed altri seguiti nella città di Lodi. Sollecitamente il tribunale vi spedì il collegiato senatore Lodovico Settala, medico ottuagenario, che ricordavasi benissimo della peste del 1576 volgarmente conosciuta sotto il nome di peste di San Carlo. 

Ai 14 novembre vi arrivarono pure i due delegati Tadini e Visconti e seppero essere morte la serva del medico di Cassano, un'altra donna detta la Fraschina e sempre per la solita ragione d'aver comperati o rubacchiati panni de' soldati, poi subito la moglie e i due figliuoli del medico stesso, e tutte le persone che usavano in sua casa; come pure la figliuola, il genero della Fraschina, ed un'altra donna colla sua figlia, che con costei avevano avuto commercio. 

Sollecitarono allora il tribunale, poiché essendo il medico di Cassano uomo da poco, nè ancor ben rimesso dalla peste che l'aveva fra i primi colpito, affinché mandasse un dottore di maggior zelo e prudenza. Vi fu dunque inviato il signor Marco Prata di Caravaggio, nominato nello stesso tempo visitatore di qualunque luogo della Gerra d'Adda. Cassano fu quindi tosto provveduto di commissarj, monatti, barbieri; raccolte elemosine per ajuto de' bisognosi, che erano pur molti, e così fu soccorso alla meglio alle prepotenti esigenze del male.

 

BIBLIOGRAFIA
Adda. Fiume dell'umanità
Edo Bricchetti

Piccolo volume volto ad illustrare e a valorizzare le potenzialità naturalistiche, storiche, culturali, turistiche ed economiche del Medio corso dell'Adda.

La Valle dell'Adda
Giuseppe Petruzzo, Domenico Flavio Ronzoni, Luciana Versolatti

Questa preziosissima guida ci permette di rivisitare, direi quasi di rivedere e risentire, l'armonioso raccordo tra terre ed acque che nel corso dei secoli ha disegnato questo meraviglioso angolo di Lombardia lasciandoci in eredità un inestimabile patrimonio di natura, di cultura, di archeologia, di [ ... ]